Il punto di vista dell’antropologia
Pagina precedente | Antropologia e Scienze Sociali | Arti e Territorio | Volumi Fotografici | Le Vie del Camper
“Il punto di vista dell’antropologia†è un volume che può essere considerato come una stimolante alternativa ai tanti (e spesso ottimi) libri introduttivi allo studio dell’antropologia culturale e sociale pubblicati negli ultimi anni da vari accademici italiani, alcuni dei quali hanno sicuramente guidato nella loro formazione universitaria le più recenti generazioni di laureati in discipline demo-etnoantropologiche.
Il suo autore, Maurizio Karra, infatti, non è propriamente un accademico, pur essendosi formato negli anni ’70 del secolo scorso all’importante scuola palermitana di antropologia di Antonino Buttitta, che a sua volta aveva ereditato da Giuseppe Cocchiara la cattedra di Etnologia dell’ateneo siciliano. Per tanti anni Karra è stato è un antropologo “sul campoâ€, svolgendo lavoro etnografico in ambito euro-mediterraneo e dedicandosi, in particolare, alle culture dei popoli minoritari del vecchio continente, sui quali ha scritto, com’è noto, molti libri e un considerevole numero di articoli pubblicati su varie riviste.
L’autore è iscritto all’A.N.P.I.A. (Associazione Nazionale Professionale Italiana di Antropologia), che costituisce in un certo qual modo l’albo professionale degli antropologi culturali professionali italiani; ed è anche membro della S.I.A.A. (Società Italiana di Antropologia Applicata) e della A.F.E.A. (Association Française d’Ethnologie et d’Anthropologie); la sua preparazione professionale è inoltre suffragata anche dal fatto che è stato chiamato a insegnare Antropologia Culturale e Antropologia della Salute in una scuola di specializzazione in psicanalisi (l’I.P.P. di Palermo e di Roma).
Ma, oltre al lavoro antropologico, è stato (ed è) anche un giornalista: «due attitudini», come è stato scritto di recente, « che lo rendono capace di affrontare lo studio della scienza umana con l’abilità – assai rara nel mondo della ricerca soprattutto in Italia – di trasmetterlo in una forma comprensibile alla maggior parte dei lettori» (rivista “Etnieâ€, aprile 2023).
La professionalità dell’autore, il rigore del metodo scientifico e insieme la fluidità e la chiarezza del suo stile di scrittura si palesano in tutta la loro evidenza e concretezza nelle 480 fittissime pagine di questo libro, i cui argomenti appaiono strettamente correlati alle problematiche che un antropologo incontra sovente nei vari contesti in cui può esplicare oggi la sua vita professionale.
Entrando più specificatamente nell’ambito dei contenuti del libro, due sono i capitoli propriamente introduttivi: il primo è dedicato all’uomo come essere culturale, alle interpretazioni del concetto di cultura e ai principi metodologici della scienza dell’uomo; il secondo a una breve storia degli studi etno-antropologici, dalle prime teorie evoluzioniste al funzionalismo, dallo strutturalismo all’esegesi marxista e neo-marxista. Nei dieci capitoli successivi il libro prende poi in considerazione i vari settori in cui l’antropologia è stata chiamata sempre più in questi ultimi anni a fornire il suo contributo, allineandosi con l’idea di Marc Augé che il suo ambito di lavoro preminente debba essere la contemporaneità in quanto tale.
Ed ecco, così, i grandi temi di questa contemporaneità svelarsi attraverso l’analisi della vita quotidiana delle persone appartenenti alle varie culture: la sfera del sacro e le credenze sul sovrannaturale; i rapporti fra individui con le molteplici interpretazioni di sesso, genere e famiglia e le relazioni sociali; le conseguenze del fenomeno migratorio e gli incontri (e gli scontri) fra modi di vivere e di pensare di popoli diversi; la dimensione sociale dell’alimentazione, la sacralità del cibo e i tabù alimentari nelle varie culture; l’evoluzione della vita sociale fra centro e periferie, fra città e campagne, fra spazi privati e spazi sociali, fra luoghi e non-luoghi; e poi le concezioni relative alla salute, alla malattia e alla guarigione, con i protocolli di cura medico-scientifici, le pratiche alternative legate allo sciamanesimo e alla magia, ma anche i riti di salvazione e le declinazioni del concetto di morte, con le varie concezioni sull’aldilà e il rapporto fra vivi e defunti.
Ampio spazio è dedicato nel libro anche ai temi più specifici del linguaggio e della comunicazione verbale e non verbale, ma anche alla grammatica delle arti, alla produzione e alla fruizione di manufatti e artefatti; mentre i due ultimi capitoli toccano due temi assai complessi e poco noti abitualmente all’analisi antropologica: il tempo, lo spazio e la loro determinazione; e l’intelligenza artificiale, con il suo impatto sulla vita sociale, la nascita di una mitografia su di essa e il dibattito in corso sulle prospettive di un nuovo umanesimo o addirittura con le fantascientifiche teorie trans-umanistiche.
Gli innumerevoli e puntuali riferimenti bibliografici di ogni capitolo (riassunti poi nella bibliografia che occupa alla fine ben venti intere pagine) testimoniano dal canto loro la profondità e l’estensione delle ricerche e degli esempi via via proposti dall’autore, oltre che l’affidabilità delle sue argomentazioni nelle varie pagine; questo consente al lettore curioso o interessato di poter risalire con assoluta precisione ai testi e agli autori citati, facilitando ulteriori approfondimenti e verifiche.
In conclusione, con questo suo ultimo libro, possiamo davvero dire che Maurizio Karra sia in grado di condurre per mano il lettore (sia questi uno studente universitario sia anche un lettore semplicemente interessato alla materia nel suo complesso) in quel ricco mondo che è rappresentato dall’antropologia contemporanea attraverso le diversità delle culture dei vari popoli, con le loro usanze, le loro tradizioni, i loro riti e le loro straordinarie forme di umanità , senza peraltro mai perdere di vista il fino ultimo della “scienza dell’uomoâ€: l’uomo stesso come essere sociale.
Indice
Presentazione
L’antropologia, questa sconosciuta
- L’uomo come essere culturale
- Equivoci e interpretazioni del concetto di cultura
- La dicotomia fra natura e cultura e la funzione della lingua
- A cosa serve l’antropologia
- La diversità come concetto
- Principi metodologici
Una breve storia dell’antropologia
- Le prime teorie antropologiche fra evoluzionismo e diffusionismo
- Il contributo francese e quello americano fra ‘800 e ‘900
- Il funzionalismo britannico
- Lo strutturalismo di Lévi-Strauss e le sue conseguenze sull’antropologia contemporanea
- L’esegesi marxista e il dinamismo post-marxista
- Il contributo degli antropologi italiani
Il sovrannaturale e la sfera del sacro
- Cosmogonia e antropogonia
- L’uomo come essere religioso: edifici e riti sacri
- Il satanismo e l’adorazione del male
- Ateismo e agnosticismo: il difficile dialogo fra scienza e fede oggi
I rapporti familiari e le relazioni sociali
- Sesso e genere: i rapporti fra individui e la famiglia
- I clan e le alleanze fra gruppi familiari
- Le associazioni e l’organizzazione del potere
- Incontri (e scontri) fra popoli diversi e il fenomeno del meticciato culturale
La dimensione sociale del cibo
- La “scoperta†del fuoco e le sue conseguenze sociali
- L’antropologia culturale entra in cucina
- Una breve storia dell’alimentazione umana
- Una questione di gusto, ma anche di forma e stile
- La convivialità e la dimensione sociale dell’alimentazione
- La dimensione sacra del cibo e la presenza di norme e tabù alimentari nelle varie culture
Centri abitati e ruralitÃ
- Dalle caverne ai grattacieli
- Il territorio antropico contemporaneo: centro e periferie, città e campagne
- Spazi privati e spazi sociali
La salute: malattia e guarigione
- Il contributo della scienza e l’approccio antropologico
- I protocolli medico-scientifici e le pratiche alternative
- Il maligno e i riti di salvazione
- Verso una condivisione di pratiche?
La morte, l’aldilà e il rapporto fra vivi e defunti
- La morte: i riti funerari e il culto dei defunti
- La necessità di un “oltremondoâ€, al di là della vita
- L’aldilà dei buoni e dei cattivi
- Le altre concezioni della vita dopo la morte
Il linguaggio e la comunicazione verbale e non verbale
- Le lingue come strumenti di comunicazione verbale e culturale
- Fattori della comunicazione linguistica
- Categorie, strutture e modelli etno-sociali
- Il linguaggio del corpo
- La comunicazione non linguistica: gli oggetti
I manufatti e il sistema delle arti
- Antropologia ed estetica nel mondo delle arti: due diversi punti di vista
- Il linguaggio e la grammatica delle arti visive
- Il portato sociale della danza e della musica
Il tempo, lo spazio e la loro determinazione
- Due categorie distinte?
- La misurazione del tempo
- La misurazione dello spazio
- I numeri e i sistemi binari ed evoluti
L’antropologia di fronte all’I.A.
- Una nuova era
- Primo contatto
- La realtà trasformata dall’I.A.
- Un nuovo umanesimo
- Prospettive transumanistiche
Riferimenti bibliografici
Pagina precedente | Antropologia e Scienze Sociali | Arti e Territorio | Volumi Fotografici | Le Vie del Camper
